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È sorprendente scoprire come in soli 2000 kmq di territorio siano concentrati tanti ambienti ricchi di paesaggi dalle forti valenza naturalistiche. I tanti ecosistemi presenti permettono una varietà incredibile di specie animali e vegetali. Sulle coste, alte e frastagliate o basse e sabbiose, vegetano estese formazioni di pini d’Aleppo, abbarbicati sulle rocce e a strapiombo sul mare azzurro e trasparente che avvolge il promontorio. Il carsismo si presenta sotto aspetti spettacolari, modellando le rocce, creando cavità naturali marine e terrestri di notevole interesse speleologico. Sul Gargano è possibile ammirare boschi e foreste, costituiti da alberi ultrasecolari e maestosi, come la Foresta Umbra, la più grande foresta italiana di latifoglie. Caratteristici sono i centri abitati dall’impianto medievale, i vicoletti imbiancati e i palazzi signorili, insieme alle severe masserie fortificate e alle abitazioni rurali più umili, ma dalla tipologia costruttiva originale: essi ricostruiscono la memoria storica di una civiltà dedita al lavoro nei campi e alla pastorizia. Così come i resti delle antiche civiltà umane sono rappresentati da siti dove si produceva la calce e quelli dove si conservava la neve. Inoltre i laghi costieri con i loro eccezionali ecosistemi, costituiscono un habitat di primaria importanza per l’avifauna migratoria; sono fasciati di canneti, divisi dal mare da una duna bassa ricoperta di macchia mediterranea e pini d’Aleppo modellati a bandiera dal vento. L’entroterra è montuoso, a volte sinuoso e a volte tormentato da valloni e strapiombi; non mancano, a completare il quadro paesaggistico, i campi ordinatamente coltivati su un territorio sempre a pendio e terrazzato. |
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I FENOMENI CARSICI Il fenomeno più caratteristico e predominante nel Parco Nazionale del Gargano è il carsismo, dovuto all’azione erosiva dell’acqua del sottosuolo. Il Parco infatti presenta un tipo di terreno calcareo predisposto alla formazione di tale fenomeno. Nel corso dei millenni si sono generate caverne, cunicoli, inghiottitoi, grotte e sorgenti. Tra le grotte note sono quelle di San Michele (Monte Sant’Angelo) e la grotta Paglicci (Rignano Garganico) ma altre sono certamente più importanti dal punto di vista speleologico. Meritano di essere ammirate la grotta di Montenero (San Marco in Lamis), il complesso Scaloria-Occhipinto (Manfredonia), la grotta Pian della Macina (Sannicandro Garganico), senza dubbio la più suggestiva e spettacolare, e quella di Abisso Cinese (San Marco in Lamis). Da menzionare, per le sue gigantesche dimensioni, la dolina Pozzatina (Sannicandro Garganico). Vi sono ancora la grava di Campolato (finora la più profonda esplorata in Puglia) e quella di Zazzano che assieme alle altre sono un’ulteriore e importante prova della infinita ricchezza del Gargano.
LE SPECIE RARE Il Gargano possiede un habitat molto particolare. Le sue caratteristiche fisiche e biologiche e le diversità ambientali hanno reso questo territorio unico e straordinario permettendo l’esistenza di specie faunistiche e floristiche molteplici e varie, ma soprattutto rare. Qui si possono incontrare il capriolo garganico (Capreolus capreolus), il gatto selvatico (Felis silvestris) e ancora il lanario (Falco biarmicus), l’avvoltoio capovaccaio (Neophron percnopterus), il picchio dorso bianco (Dendroepos leucotos) e il gufo reale (Bubo bubo). Divere sono anche le specie floristiche, alcune delle quali endemiche, divenute col tempo assai rare. A decorare e ad ornare le antiche mura, gli scogli, le rocce costiere e quasi tutto il nostro territorio ritroviamo il Cytisus decumbens, la Satureja fruticosa italica, la Campanula garganica, la Centaurea diomedaea, il Cistus clusii e “specie nobili” quali l‘Aubrietia columnae, l’Inula candida e la Scabiosa dallaportae.
LE COSTE, IL MARE, LE ZONE UMIDE L’acqua è l’elemento della natura che più di ogni altra cosa caratterizza il Parco Nazionale del Gargano. È infatti il mare che gli gira intorno e che circonda le sue isole: una ricchezza indiscussa e che da sempre ha dato vita e contribuito a creare delle vere e proprie sculture naturali che rendono affascinanti le coste del nostro Parco. Queste si presentano sotto varie forme: le grotte marine, con i giochi di luce e colori, sempre varie e particolari che si scoprono all’improvviso all’interno di pareti a strapiombo; le insenature, le baie, le cale, le spiagge piccole e grandi di sabbia o di ciottoli. Particolarmente belle e suggestive sono le Isole Tremiti le cui acque, limpide e azzurre, realizzano spettacoli suggestivi nelle sue numerose grotte (la grotta del Bue marino, delle Viole e quella delle Rondinelle). Altri ambienti naturali presenti nel Parco e caratterizzati dall’elemento dell’acqua sono le cosiddette zone umide. Le lagune di Lesina e Varano conservano intatti i luoghi di sosta e riposo per gli uccelli migratori a hanno una rilevanza tale da essere riconosciute come territori di interesse internazionale. La palude di Frattorolo, la palude ex Daunia Risi, la palude Sfinale, alcune sorgenti e i “cutini” e le “piscine” disegnano un paesaggio di rara bellezza e nello stesso tempo permettono l’esistenza e spesso la sopravvivenza di alcuni rettili, di specie faunistiche e di particolari tipi di flora.
IL PAESAGGIO RURALE Nel paesaggio rurale del Parco, caratterizzato dalla pietra bianca affiorante, spicca una delle testimonianze più caratteristiche della civiltà contadina, “lu pagghiare”, che può essere di forma rotonda, la più comune, ovoidale e rettangolare e che è costruito con pietrame a secco. Di forma più evoluta sono le tante casette sparse soprattutto nei boschi che insieme alle piscine e ai cutini costruiti dall’uomo sono emblematiche di un modo di vivere e lavorare. Nella parte più pianeggiante si trovano le masserie, alcune provviste di “stazzo” per l’alloggiamento degli ovini. Talune masserie sono veri e propri gioielli di architettura rurale e fanno parte di una struttura agricola più articolata e complessa. I pendii sono invece delineati da caratteristici terrazzamenti, utili per rendere coltivabili anche i terreni più impervi.
I CENTRI ABITATI E LE TRADIZIONI I centri abitati del Parco hanno caratteristiche e peculiarità di grande fascino. Le diverse influenze storiche (bizantine, longobarde, saracene, normanne, ecc.) si fondono con le specificità dell’organizzazione sociale e della tradizione agricola delle popolazioni garganiche. La tipologia monocellulare, le case a schiera, le scale esterne, gli archi, la struttura a pettine danno un’impronta inconfondibile al paesaggio urbano e rendono magici alcuni luoghi antichi come il quartiere Junno di Monte Sant’Angelo o i centri storici di Vieste e Vico del Gargano. Ancora oggi i centri garganici conservano mirabili e suggestive tradizioni, che si possono ammirare studiare nelle collezioni del Museo “Tancredi” di Monte Sant’Angelo o vivere direttamente durante la processione delle fracchie a San Marco in Lamis o nel rito lustrale della festa di San Valentino a Vico.
L’ARCHEOLOGIA E LA STORIA Il paesaggio garganico è ricco di testimonianze storiche e archeologiche, tracce perenni di civiltà e popoli diversi. Monte Sacro con il monastero di Santa Maria di Calena, Santa Maria di Pulsano, Monte Pucci hanno ancora il fascino del loro prestigioso passato. Questi luoghi fanno da corona al sito archeologico forse più importante di tutta l’area garganica, Grotta Pagliacci, del paleolitico inferiore, con le sue pitture parietali eccezionale rilievo documentario. Lungo le coste fanno ancora da sentinella le numerosi torri di avvistamento risalenti per lo più al XV e XVI secolo. Necropoli e grotte artificiali un tempo abitate ci parlano di vicende antiche e misteriose.
I BOSCHI Nel cuore del Gargano, quasi a voler essere il suo organo vitale, troviamo la Foresta Umbra. Essa è ancora un luogo incontaminato, meta ideale per tutti coloro che amano vivere in mezzo alla natura. I suoi boschi sono caratterizzati dalla presenza dai maestosi e ultrasecolari faggi e tassi, con esemplari millenari. Lungo la fascia costiera e collinare del Gargano prevalgono le pinete d’Aleppo, in molte zone formatesi spontaneamente, che n questa terra ritrovano il loro luogo di vita ideale. Nei boschi del Parco sono presenti, inoltre, le leccete e le cerrete, che è la formazione forestale più estesa del Gargano.
IL CULTO E LA RELIGIONE Entrando nel Parco Nazionale del Gargano, qualunque via si scelga, i santuari, le chiese, e le abbazie sono i primi elementi architettonici che vi si incontrano. Alcuni di questi sono posti in luoghi quasi inaccessibili pronti ad accogliere pellegrini o più semplicemente uomini in questa terra per cercare di rinfrancare e rinvigorire il proprio corpo, la propria mente ma soprattutto il proprio spirito. Nei secoli il Gargano ha visto nascere culti e devozioni: i più importanti sono quelli di San Michele (Monte Sant’Angelo), San Matteo (San Marco in Lamis) e quello, recente, di Padre Pio (San Giovanni Rotondo). Vi sono poi piccole chiese, abbazie e eremi, in passato luoghi religiosi importanti, che il tempo ha mutato ma che conservano ancora un forte richiamo per tutti coloro che desiderano scoprire un parco delle caratteristiche uniche e irripetibili. |
Perchè conviene far parte di un parco?
Intanto perché ai comuni ed alle province, il cui territorio sia compreso tutto o in parte entro i confini di un Parco Nazionale, è attribuita una priorità di concessione di finanziamenti statali e regionali in relazione ai seguenti interventi: restauro dei centri storici e degli edifici di particolare valore storico e culturale, recupero dei nuclei abitati rurali, opere di risanamento dell’acqua, dell’aria, del suolo, di conservazione e restauro ambientale, attività culturali, agriturismo, attività sportive compatibili, strutture per l’utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale. Far parte di un Parco conviene ancora, perché si utilizzano nuovi posti di lavoro. Il Parco infatti offre tante opportunità per le nuove professioni che ruotano intorno al sistema dei servizi, primo fra tutti il turismo. In vantaggio maggiore arriva alle aree più scarsamente popolate, all’entroterra, ai piccoli centri dediti all’attività rurali perché è proprio su di esse che si orienta il messaggio rivolto ad un consapevole utilizzo delle risorse naturali, a un turismo cioè attivo tutto l’anno. In questo ambito l’agriturismo, il turismo rurale e la relativa valorizzazione dei prodotti tipici locali giocano un ruolo fondamentale per la nostra economia agricola. Alla valorizzazione di queste operosità si affianca l’utilizzazione di quelle nuove, altamente qualificate. Il Parco è un territorio da salvaguardare attraverso una politica di tutela positiva che incentivi le nuove attività per l’ambiente. Il recupero del patrimonio architettonico e urbanistico dei nostri centri abitati, dei nostri paesaggi naturali e rurali può determinare un indotto turistico rilevante che non va interpretato solo come un vantaggio per le strutture ricettive, ma anche e soprattutto a vantaggio di attività quali: guide turistiche e naturalistiche, educatori o animatori ambientali, ecc. Può nascere così un turismo non più stagionale ma di durata annuale capace di dare risposta al problema occupazionale attraverso una serie di attività che richiedano investimenti minimi. Tali attività possono venire incontro alle aspettative specialmente dei giovani, professionisti e non, che credono in una politica imprenditoriale che riesca a mettere in moto tutto quel complesso sistema di servizi che aspetta ai garganici saper muovere, vivacizzare e rendere produttivo.
Per notizie più specifiche e tecniche vi rimando al sito ufficiale del Parco Nazionale del Gargano www.parcogargano.it |