giovedì 5 maggio 2011
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 IL PROMONTORIO DEL GARGANO

Il Gargano è situato in provincia di Foggia e corrisponde a un massiccio montuoso chiamato lo "sperone d'Italia" che è circondato per tre lati dal mare Adriatico e digrada sul quarto verso le piane del Tavoliere, coprendo una superficie complessiva di circa 2.000 km². Le quote massime che si raggiungono sul promontorio sono di circa 1000 metri, con Monte Calvo, Montenero, Monte Spigno e Monte Croce.
Sul Gargano è possibile incontrare grossi altipiani e anche grosse depressioni chiamate doline. La più famosa di queste è la dolina di contrada Pozzatina che raggiunge i 110 metri di profondità. Per quanto riguarda la conformazione geologica sotterranea, il sito più importante è la grava di Campolato, dove si raccolgono le acque sotterranee delle montagne e delle colline circostanti. Si tratta di barriere difficili da superare per molte forme viventi che determinano per queste ultime la condizione di vivere in una sorta di "isola" biologica.
Perciò all'interno del Gargano è presente il Parco Nazionale del Gargano che ha come peculiarità la grande varietà di ambienti che si susseguono nello spazio di pochi chilometri e che vanno dalle foreste (sicuramente la più famosa di tutte è la Foresta Umbra) alle praterie, dalle distese steppiche dominate da severi valloni calcarei ai pianori carsici ricchi di doline, dalle paludi e lagune costiere alle distese di macchia mediterranea.
Sul Gargano è del tutto assente l'ambiente fluviale e non esiste un vero e proprio reticolo idrografico superficiale, fatta eccezione per una piccola area settentrionale del promontorio, dove si concentrano i pochi corsi d'acqua. Si tratta in genere di immissari delle lagune di Lesina e Varano, due specchi d'acqua salmastra con una superficie totale di circa 11.000 ettari.
Ricca, invece, l'idrografia sotterranea: la grande diffusione di fenomeni carsici provoca l'infiltrazione immediata di 3/4 delle precipitazioni.
IL MESOCLIMA DEL GARGANO
La particolare posizione geografica e la morfologia del Gargano conferiscono al suo clima notevoli complessità. Nonostante la limitata estensione del promontorio e la sua altitudine, che raggiunge il suo massimo con i 1065 metri di Monte Calvo (monte dalle nude e sassose pendici), le variazioni climatiche sono sensibili da luogo a luogo. In particolare il clima sul promontorio del Gargano risulta prettamente mediterraneo (clima temperato caldo) lunga la costa e nelle zone appena prossime ai litorali, fino ai 300 metri, grazie all'azione mitigatrice dell'Adriatico, mentre salendo di quota assume caratteristiche sempre più collinari (clima temperato sublitoraneo). Inoltre, spostandoci verso occidente si nota un'accentuazione della continentalità soprattutto nella stagione estiva e invernale; a quote più elevate abbiamo un clima temperato subcontinentale. La ventilazione, sempre piuttosto presente durante tutte le stagioni, assume non di rado forte intensità.
Le precipitazioni medie annue sono discrete sul versante settentrionale (da 600 a 800 mm), consistenti nella zona interna (da 900 a 1200 mm) e minime sul versante meridionale (da 450 a 650 mm).Sul versante settentrionale si verificano precipitazioni più intense rispetto a quelle del versante opposto, crescenti con l'altitudine. Infatti le correnti provenienti da nord si arricchiscono di umidità, percorrendo il mare Adriatico, che viene poi ceduta sottoforma di pioggia durante la risalita sul promontorio.
In autunno si verificano abbassamenti di temperatura determinati dagli afflussi di aria fredda proveniente dai Balcani o per le prime invasioni di aria polare marittima, ma non mancano le perturbazioni piuttosto secche e miti dai quadranti occidentali.
In inverno il promontorio è sempre più interessato da circolazioni d'aria fredda proveniente da nordest che portano un'ulteriore diminuzione della temperatura che può scendere di parecchi gradi sottozero (-6/-8°C) nelle località montane grazie alla massiccia presenza di aria fredda in quota, mentre in caso di inversione termica sono le zone nelle valli o sugli altopiani che riescono a raggiungere valori minimi più bassi. Nel corso della stagione invernale non sono rare abbondanti nevicate che interessano soprattutto le zone più elevate del promontorio. Durante le ondate di freddo più intense e in condizioni particolari la neve raggiunge anche le coste del versante settentrionale, molto più rare, invece, le apparizioni su quello meridionale.
In primavera, a differenza che nella stagione autunnale e invernale, le precipitazioni, sottoforma di rovescio o temporale, raggiungono i valori minimi nelle zone costiere e massimi in quelle interne, i fenomeni iniziano a diventare sparsi e locali. La primavera non presenta un andamento regolare delle temperature, per l'alternarsi di regimi d'alta pressione e irruzioni di masse d'aria fredda; infatti soprattutto nella prima parte si possono avere irruzioni di aria fredda che arrecano nevicate e gelate tardive mentre avvicinandoci all'estate le invasioni di aria nordafricana posso provocare repentini aumenti termici, tanto da regalare giornate prettamente estive.
In estate si consolida la tendenza della subsidenza anticiclonica che si accentua al massimo sui litorali. Nonostante ciò non mancano fasi instabili che danno luogo a violenti temporali specie nelle zone interne. Il massimo della calura estiva è raggiunto tra la fine di Luglio e l'inizio di Agosto, ma il progressivo accumulo di umidità dà luogo a una risalita delle precipitazioni già verso la fine della stagione per cui il mese estivo più secco risulta Luglio come si evince dai pochi giorni con precipitazioni (in media 3-4). L'incisiva subsidenza di anticicloni dinamici esalta un ulteriore aumento di temperatura nei bassi strati dell'atmosfera. In caso di presenza di anticicloni di origine oceanica, come quello delle Azzorre, si ha una ventilazione settentrionale in grado di rendere l'aria relativamente secca e particolarmente gradevole ma in caso di invasioni anticicloniche supportate da aria subtropicale, specie nelle zone interne senza brezze, le temperature diurne raggiungono anche i 35°C.
Il clima del Gargano presenta forti diversificazioni, in maniera specifica:
• il versante centro-occidentale, litorali esclusi, è influenzato dalla presenza del sistema appenninico che determina un clima più "continentale" con inverni freddi ed estati particolarmente calde con basso tasso di umidità. Le escursioni termiche giornaliere sono più pronunciate del resto del territorio e le brezze sono meno tese;
  - gli altopiani, situati al centro del promontorio, presentano un clima di tipo subcontinentale con inverni mediamente nevosi, estati calde ma accompagnate anche da rovesci;
  - i litorali e le zone vicine ai laghi sono molto più miti e generalmente meno piovose, in particolare le zone ai confini col Tavoliere sono caratterizzate da estati molto calde e siccitose, specie nei dintorni del golfo di Manfredonia dove la piovosità annuale (poco più dei 400 mm) è una delle minori italiane, il clima è abbastanza mite anche nel semestre freddo.
nel settore orientale (eccetto la Foresta Umbra) il clima è tipicamente mediterraneo risentendo dell'influenza del mare cosicché gli inverni sono miti e le estati abbastanza calde e siccitose ma ventilate. In inverno le temperature difficilmente scendono al di sotto degli 0°C. La piovosità si attesta attorno ai 650-700 mm di pioggia annui, anche meno nella piana di Vieste.

Un discorso a parte si riserva alla Foresta Umbra che grazie anche alla sua fittissima vegetazione rende il clima molto freddo in inverno e particolarmente fresco anche in estate. La piovosità supera, in questa zona, i 1000 mm all'anno raggiungendo punte anche di 1100-1200 mm. Le nevicate sono spesso abbondanti a causa della particolare disposizione orografica.
Per ulteriori dati climatici: www.meteogargano.com.

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